Data:
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Ubicazione:
Numero:
19/01/2023
Cultura
Piazza Liberta, 12
7869
 
Giovanni Fracasso
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LE OPERE DI STEFANO MARIO ZATTI IN ATIPOGRAFIA
L'assessore ala Cultura Giovanni Fracasso: "Una interessante mostra che esplora il percorso artistico di Stefano Mario Zatti. Sarà visitabile dal 21 gennaio e proporrà la sua sorprendente opera proponendo nuove e diverse chiavi di lettura". La preview della mostra a cura di Robert Phillips e Matilde Nuzzo nella quale sarà presentato un catalogo scritto pensato e redatto in forma di colloquio a più voci sarà Giovedì 19 gennaio dalle 19.30 alle 21

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La forma delle parole

Una mostra personale di Stefano Mario Zatti

A cura Robert Phillips e Matilde Nuzzo

21 gennaio – 26 febbraio 2023AtipografiaPiazza Campo Marzio, 26Arzignano

Atipografia presenta, negli spazi della galleria ad Arzignano (Vicenza), la mostra LA FORMA DELLE PAROLE, personale dell’artista veneto Stefano Mario Zatti, a cura di Robert Phillips e Matilde Nuzzo. La mostra, che apre il programma del 2023 di Atipografia, si terrà da sabato 21 gennaio a domenica 26 febbraio 2023.

Sabato 21 alle ore 18.30 l’artista assieme ai curatori presenteranno la mostra, visitabile già dalle ore 9.30del medesimo giorno. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.LA FORMA DELLE PAROLE esplora parte del percorso artistico di Stefano Mario Zatti proponendo nuove, e diverse, chiavi di lettura alla sua opera.

Da artista di grande potenza rappresentativa, Zatti ha cercato di approfondire e di dare forma visibile ad ogni componente della sua interiorità, superando la banalità della sola rappresentazione fattuale della percezione quotidiana, spingendosi oltre le barriere del concettuale e facendosi interprete cosciente, con assoluta integrità e sincerità, di quegli schemi reconditi alla base di ogni rappresentazione artistica. La mostra è nata dal confronto tra le varie sensibilità delle persone che accompagnano l’artista nel suo percorso. Nel lavoro di Zatti, in cui spesso la parola scritta è motivo sigla del suo rappresentare, esiste un narrato sul fondo di ogni opera, una sorta di bolla latente, che esprime con la scrittura ogni aspetto delle sue opere. Questa forma di enciclopedia personale, è uno strumento di rappresentazione del verosimile, una sorta di illusione consapevole legata alle suggestioni quotidiane dei concetti alla base dell’elaborazione estetica dell’artista. Le sue parole sono ombre che occupano piccoli ritagli all’interno di uno spazio assoluto collocati in contesti volutamente silenti e, a tratti, inquieti e oscuri. In occasione della mostra sarà presentato un catalogo scritto pensato e redatto in forma di colloquio a più voci tra l’artista, Elena Dal Molin e i curatori dell’esposizione. Lo scritto racconta in forma poetica ma anche critica, le complesse interazioni, e mostra frammenti di memorie che riaffiorano, luoghi dimenticati, ricordi lontani che sono restituiti al lettore come metafore di un percorso difficilmente raccontabile con altri mezzi.

Orari dal martedì al sabato dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30.Domenica su prenotazione. Entrata gratuita

STEFANO MARIO ZATTI(1983), nato a Padova, vive in provincia di Venezia. Le sue opere nascono dallo studio delle tradizioni spirituali dell'uomo. È nell'intimità personale che le opere dell'artista trovano la loro origine, per arrivare inaspettatamente a una qualche verità, una radice necessaria. Con il progetto Riserva Artificiale, ha partecipato a diverse mostre, tra le quali: “50. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia” (Venezia, 2003); “Emergenze” (Fondazione Pistoletto, Biella, Torino, 2004); “Empowerment. Cantiere Italia, radiografia dell’Italia che cambia attraverso 60 artisti” (Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova, 2004); “Petrologiche” (Galleria A+A, Venezia, 2004). Ha successivamente esposto, con il proprio nome, nell’ambito delle collettive “Achtung” (Accademia di Belle Arti, Vienna, 2006). Dal 2007 la sua ricerca diventa intima e introversa, ma continua. Il risultato è un Imponente corpus di lavori suddiviso in 17 mondi che, nel 2016 viene conosciuto da Elena Dal Molin, dando vita ad una prolifica collaborazione che porta prima alla collettiva “Tre anni sulla pietra” (Atipografia ass.cult., Arzignano, 2017) e poi alla sua mostra personale “Ecumene” (Atipografia ass. cult., Arzignano, 2019).
 
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